Carissimi Consiglieri, voglio ringraziarvi per aver individuato nella mia persona la figura del Presidente della nostra Comunità Montana.
Spero di ripagare la vostra fiducia con un lavoro proficuo nei prossimi cinque anni, saranno come sempre impegni importanti quelli che andremo ad affrontare; il lavoro di amministratore ha i suoi affanni ma anche le sue soddisfazioni. I passati amministratori ci lasciano un Ente con buone potenzialità, il lavoro svolto dal Presidente Alessandri e la sua Giunta, che voglio ringraziare, è stato molto positivo, sarà nostro compito proseguirlo ed implementarlo.
Le Comunità Montane, come sapete, hanno avuto negli ultimi tempi forti critiche sul loro ruolo e funzioni. Alcuni casi nazionali di Comunità Montane costituite in modo astruso hanno determinato a livello di opinione pubblica un giudizio fortemente negativo i cui echi non si sono ancora spenti, proprio in questi giorni il disegno di legge dell'Onorevole Calderoli rimette in discussione le Comunità Montane oltre ad altri enti, che storicamente sono chiamati a svolgere tutta una serie di attività e funzioni. La Regione Toscana con la nuova legge di riordino degli enti montani, ha dato le linee guida su cui riscrivere gli statuti dell'ente ridimensionando i numero delle Comunità Montane Toscane.
Vorrei indirizzare l'azione di governo dell'Ente tenendo presente il doppio ruolo che la Comunità Montane può svolgere. Da un lato vedo l'azione amministrativa di routine che ricomprende attività che successivamente andremo ad analizzare, dall'altra un'azione politico istituzionale che reputo quanto mai opportuna in una fase dove abbiamo la necessità di rimodulare le azioni svolte, correlandole ad uno sviluppo complessivo del sistema Amiata.
L'azione politica che il nostro territorio saprà sviluppare è fondamentale per portare avanti idee, progetti, proposte tese a ridisegnare un sistema di crescita il più adeguato alle nostre scelte. Rafforzare i rapporti con le Istituzioni di riferimento diventa quindi indispensabile. La relazione al bilancio 2009 che la giunta Alessandri ci ha lasciato rappresenta un documento ricco di contenuti che evidenziano il buon lavoro fatto fin qui negli ultimi anni, ma è anche il punto di partenza per tutta una serie di obiettivi da raggiungere e che ormai fanno parte di un'azione di governo fortemente condivisa.
E' con questa consapevolezza che insieme ai partiti del Centrosinistra dell'Amiata Grossetano (Partito Democratico, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista,Sinistra per Grosseto e Partito Socialista) abbiamo elaborato le linee guida per l'azione di governo della Comunità Montana riportate di seguito.
La conferenza dei Sindaci avrà funzioni fondamentali per l'assunzione di scelte più vicine possibili ai nostri cittadini, le deleghe date alla Comunità Montana dai Comuni devono essere accompagnate da un'azione di governo dell'Ente capace di saper soddisfare le esigenze di ciascun territorio.
La gestione associata dei servizi comunali è ormai assodata come settore fondamentale per la Comunità Montana Amiata Grossetano, visto l'alto numero di servizi gestiti: ben 24 incentivati dalla Regione su 35 complessivi.
La nostra Comunità Montana è anche uno dei pochissimi casi regionali in cui coincidono totalmente tutti gli ambiti locali di programmazione. Le nostre azioni principali sono andate incontro allo sviluppo sostenibile del territorio, cercando di cogliere tutte le possibili sfide in materia di crescita e di occupazione. Molto è stato fatto e molto rimane da fare, ma crediamo di aver dato un impulso importante allo sviluppo compatibile del territorio. L'Amiata Grossetano grazie ad un lavoro mirato ed integrato fra l'agricoltura con suoi i prodotti tipici e le altre attività, quali il turismo, l'artigianato, il commercio e il settore culturale ed ambientale è riuscita a risollevarsi, indirizzandosi verso uno sviluppo rurale dinamico, in sintonia con lo sviluppo più complessivo della Maremma. Mai come in questo momento storico è stato necessario prestare attenzione all'economia globale. La drammatica crisi finanziaria in corso costringe tutti ad alzare la testa e a guardare al di là del proprio territorio per leggere i segnali della tempesta e/o per cercare di comprenderne le cause.
Ad un primo sguardo è evidente che quanto sta accadendo è frutto di una concezione distorta della finanza, vista come un'attività fine a se stessa, capace di risolvere ogni problema, di cambiare le sorti del mondo e delle persone. Dietro la crisi finanziaria dobbiamo però andare a leggere la crisi del modello economico e sociale che ha causato l'attuale degenerazione.
Alle fondamenta della crisi possiamo osservare un modello che ha compresso la crescita dei redditi da lavoro, che si sono polarizzati, appiattendosi verso il basso oppure schizzando verso l'alto. Un modello che ha scambiato il valore del lavoro e della reale consistenza produttiva delle imprese con un artificioso modello finanziario disancorato da ogni valore produttivo reale.
Anziché aumentare i redditi si è puntato sulle rendite finanziarie; anziché privilegiare la competitività e l'efficienza delle imprese, la loro capacità di stare sul mercato, si sono privilegiati modelli finanziari oggi in drammatica crisi e che ci rendono più poveri e, soprattutto, più insicuri, perché più indebitati senza essere più efficienti e più competitivi. Si tratta di problemi che sembrano arrivare dall'esterno, dal mondo globalizzato, ma che in realtà riguardano il nostro modo di vivere, le scelte politiche ed economiche fatte in passato e da fare nei prossimi mesi per definire il nostro rapporto con il futuro.
Prima di vedere le risposte locali che possono venire da questi problemi globali, è necessario sottolineare che in questo momento critico deve prendere forma una politica europea mirata al rafforzamento e ad una integrazione della regolazione e del controllo dei mercati finanziari, ed anche un coordinamento delle politiche di bilancio per sostenere la domanda e per stimolare le attività economiche. Più Europa per la finanza, per l'economia per le politiche energetiche e di contenimento all'immigrazione. ...
L'Italia mostrata dall'ISTAT ci dice che 14 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro al mese, che il 15% delle famiglie fatica ad arrivare a fine mese, che il 28% non può fare fronte ad una spesa imprevista, il 10% è in ritardo per il pagamento di bollette, il 4% non ha soldi per spese alimentari, il 10% per spese mediche, il 16% per l'abbigliamento. Intanto i consumi ristagnano, il fiscaldrag non viene recuperato, le pensioni si svalutano, la produttività non va in tasca ai lavoratori e la riduzione dei consumi, come mai era successo negli ultimi anni, indebolisce le attività economiche orientate al mercato interno e cresce la precarietà.
Riprende a crescere la disoccupazione, si ricorre alla cassa integrazione con una ulteriore diminuzione della massa salariale spendibile, in un circolo vizioso che si autoalimenta. I dati sul PIL segnano questo andamento recessivo con il tendenziale peggiore d'Europa.
La situazione internazionale avrà un effetto anche nella nostra realtà e porterà nuove preoccupazioni. Finora la nostra economia ha saputo giovarsi dei suoi limiti, della mancanza di forti relazioni esterne; si è alimentata prevalentemente del mercato interno e ha evidenziato per questo caratteri anticiclici. Con la contrazione dei consumi legati alla perdita del potere di acquisto dei salari le stesse ricette o i tradizionali rifugi non sono più validi. Si registrano segnali di crisi per alcune imprese tra le più esposte nel mercato globale.
Oggi l'Amiata Grossetano, anche per la sua collocazione nel particolare contesto geopolitico provinciale e toscano, eredita una situazione positiva, che consente di ragionare in un'ottica riformista e di programmare azioni per la crescita.
Tuttavia, occorre fare i conti con una politica nazionale che riduce il trasferimento di risorse pubbliche agli enti locali e che anziché proseguire il cammino iniziato del federalismo preferisce accentrare la gestione delle risorse e tagliare servizi fondamentali per la tutela dei diritti di cittadinanza garantiti dalla Costituzione: scuola, sanità, servizi sociali.
Anche per questo, oltre che per la contingenza internazionale, è il momento di realizzare un vero e proprio scatto produttivo necessario per mettere a frutto le numerose e notevoli potenzialità che il territorio nel suo insieme può esprimere.
È il momento di agire per incrementare i redditi da lavoro. Occorre rafforzare a livello territoriale le reti di protezione sociale per preservare il capitale di relazioni e di fiducia che abbiamo ereditato dalla storia della nostra regione. È fondamentale puntare sulla qualità della vita e delle relazioni interpersonali, poiché sono la base di qualsiasi economia della conoscenza.
Questi argomenti sono affrontati attraverso sei differenti chiavi di lettura: sei temi che riflettono altrettante idee sul mondo e sulla vita:
- una visione di insieme capace di tener conto di tutti gli aspetti e di tutte le risorse in grado di favorire la produzione di conoscenza e di innovazione e la crescita dell'autonomia e dello spirito di iniziativa delle persone: scuola, formazione professionale, centri di ricerca, beni culturali;
- la gestione del territorio attraverso strumenti di programmazione in grado di garantire un utilizzo equilibrato e sostenibile delle risorse;
- il ruolo degli enti locali nello sviluppo economico come facilitatori in grado di attivare risorse, di semplificare le procedure e di attivare connessioni, e come garanti della sostenibilità sociale, ambientale ed economica dello sviluppo;
- la centralità di una sanità pubblica efficiente e integrata alle politiche sociali;
- un'attenzione alle politiche per le famiglie trasversale ai vari settori e capace di incidere sulla qualità della vita;
- un'idea di governo dei servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporti, energia) in armonia con le politiche di sviluppo socioeconomico e ambientale.
CONOSCENZA E INNOVAZIONE
Il territorio dell'Amiata si sta dotando di quelle infrastrutture fondamentali per lo sviluppo tecnologico ed economico, come ad esempio la "banda larga".
La Comunità Montana ha aderito al progetto regionale della larga banda in fase di realizzazione da parte di Telecom Italia che estenderà la disponibilità dei servizi ADSL anche sul nostro territorio.
La C.M. ha anche completato la realizzazione dell'infrastruttura Wireless (Wireless Amiata) che collega gli otto Comuni del comprensorio con la stessa CM e che sarà interconnessa all'infrastruttura cablata che sta realizzando la Provincia di Grosseto. Inoltre Amiata Wireless sarà estesa a tutti gli edifici pubblici del territorio dell'Armata Grossetana. Occorre anche aumentare la pressione delle istituzioni per il potenziamento della telefonia mobile che in alcune aree del territorio presenta ancora gravi lacune. La disponibilità della rete wireless ha già permesso diverse sperimentazioni come il progetto NADIA per la telemedicina, la sperimentazione dei telecentri, la realizzazione di call center e lo sviluppo di servizi telematici integrati tra tutti i comuni come il GIS.
Si tratta di elementi non più secondari poiché possono andare a costituire quelle connessioni in grado di far uscire il territorio dal tradizionale isolamento e possono, se accompagnate da investimenti nelle risorse umane, nella ricerca e nella formazione, innescare una crescita virtuosa dell'economia della conoscenza e garantire l'accesso alle informazioni e ai servizi a un numero maggiore di cittadini.
Il Consolidamento e il rafforzamento dei poli scolastici primari e secondari in connessione con le imprese innovative (le cosiddette "eccellenze") è anch'esso funzionale allo sviluppo di connessioni con il territorio nazionale e internazionale, in grado di promuovere la crescita culturale.
L'esperienza dei parchi tematici, così come la presenza di siti culturali di prestigio internazionale, rappresentano un'ulteriore occasione di costruire relazioni capaci di far crescere l'economia della conoscenza del territorio.
Negli ultimi anni la Comunità Montana ha messo a sistema i piccoli musei esistenti, realizzando il sistema Museale dell'Amiata costituito dalla Casa Museo di Monticello Amiata, dal Museo etnografico di Santa Caterina, dal Museo Minerario di Santa Fiora, dal Museo della Vite e del Vino di Montenero d'Orcia, dalla Raccolta d'Arte - Palazzo Nerucci di Castel del Piano, dal Centro di Documentazione di Davide Lazzaretti e dal Centro visite del Parco Fauistico di Arcidosso.
Con Spoerri e il Comune di Seggiano ha iniziato a lavorare ad un progetto di ampliamento del Giardino di Daniel Spoerri, gioiello di arte contemporanea. (Anti Giardino) da realizzarsi nell'area della comunità montana ex Amamofoli.
Sempre insieme al Comune di Seggiano sta lavorando al progetto del Museo dell'Olio che prende il nome di "radici intelligenti". ...
A queste esperienze occorre dare continuità estendendole anche ad altre aree del comprensorio.
Per far fronte alle sfide della concorrenza globale è sempre più necessario potenziare la partecipazione degli adulti all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita (lifelong lifewide learning) ed individuare sistemi di finanziamento innovativi per l'istruzione e per la formazione,migliorando l'accesso alle informazioni e sviluppando lo spirito di iniziativa e di imprenditorialità.
In un momento di grave crisi del sistema dell'istruzione, attaccato a livello nazionale dalle politiche governative, è inoltre necessario uno sforzo congiunto e integrato degli enti locali per garantire i diritti fondamentali dei minori e per ripristinare un clima di fiducia nelle scuole e nelle famiglie. ...
Il segnale positivo sui saldi migratori, anche se non ancora risolutivo del problema nel nostro comprensorio, potrebbe ridare spazio a progetti di rilancio anche in questo settore. Il territorio ha bisogno di "produrre" condizioni tali che generino una forte attrattiva anche dall'esterno ed invoglino a studiare, a risiedere, ed a lavorare nei nostri luoghi. La scuola può diventare un possibile punto di partenza su cui investire e far convogliare interessi e risorse economiche importanti. Il progetto Senza Zaino realizzato nella scuola elementare di Seggiano e Castell'Azzara ha avuto un enorme successo. Dalle scuole primarie si esplica nella definizione di un nuovo progetto per le scuole superiori, di un percorso scuola - formazione - lavoro che veda il pubblico e il privato attori di un unico grande progetto finalizzato a creare più occupazione.
Aiutare la scuola a preparare il lavoratore di domani avviandolo gradatamente al mondo del lavoro è l'obiettivo che enti locali ed imprese dovrebbero riuscire ad ottenere. Le imprese presenti sul territorio, tra l'altro generatrici di offerta di lavoro qualificato (soprattutto nei settori agroalimentare, componentistica, nuove tecnologie ecc.), possono e devono contribuire a definire con la scuola l'analisi dei bisogni formativi e l'analisi delle potenzialità occupazionali al fine di individuare e di sviluppare processi di filiera fondamentali per lo sviluppo economico e della competitività delle imprese. Tale sinergia consentirà di razionalizzare mezzi e risorse rispondendo ai bisogni espressi dal territorio, dalle imprese, dai giovani e favorirà l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro.
La costruzione di un patto formativo territoriale consentirà di condividere con gli enti interessati (Comunità Montana, Comuni, Provincia, agenzie formative, centri per l'impiego ed imprese) un'offerta formativa unitaria a livello locale, concertata ed effettivamente rispondente ai bisogni dei territorio. Inoltre l'introduzione dei crediti formativi e l'apprendistato (inserito tra l'altro nel nuovo Piano generale di Indirizzo sulle politiche scolastiche della Regione Toscana) risulterà un ulteriore utile strumento per rendere questi percorsi formativi sempre più qualificati ed innovativi e quindi più utili ai giovani in termini di crescita professionale e culturale. Inoltre le scuole professionali potrebbero diventare veri e propri laboratori di sperimentazione, dove in sinergia con le imprese si fa ricerca e si sviluppano tutte quelle attività legate alle filiere produttive individuate.
Le imprese potrebbero anche diventare sponsor di progetti di ricerca e possibili clienti di commesse "speciali". La scuola potrebbe funzionare da incubatore d'impresa. L'ipotesi è anche quella di adottare provvedimenti ed interventi che prevedono agevolazioni per iniziative giovanili nel campo del lavoro autonomo e della microimpresa nelle filiere di sviluppo individuate, anche attraverso l'intervento di partner economiciquali Sviluppo Italia Toscana o banche che potrebbero essere coinvolte nel protocollo d'intesa per l'istruzione.
È altrettanto importante collegare l'iniziativa culturale e la valorizzazione dei beni culturali allo sviluppo del territorio, sia in termini di crescita delle competenze dei cittadini, sia in termini di sviluppo economico.
In generale, è fondamentale una visione d'insieme, che tenga conto di tutti gli aspetti e di tutte le risorse in grado di favorire la produzione di conoscenza e di innovazione e la crescita dell'autonomia e dello spirito di iniziativa delle persone: scuola, formazione professionale, impresa, centri di ricerca, beni culturali.
Stanno in questa logica iniziative come il Festival Toscana delle Culture, unico festival d'area dell'Amiata e la stagione teatrale comprensoriale fatta con la Fondazione Toscana Spettacolo e la Provincia di Grosseto che si svolge per la prosa al Teatro degli Unanimi di Arcidosso e per il teatro per ragazzi al Teatro Amiatino di Castel del Piano, così come S.Fiora in musica e Amiata Piano Festival sono ormai eventi che hanno raggiunto notorietà e prestigio.
La Mostra Mercato dei prodotti dell'artigianato, dell'industria e dell'agricoltura è ancora una vetrina su cui scommettere per la Comunità Montana Amiata Grossetano. Nella nuova collocazione di Piazza Guarnieri a Castel del Piano, negli ultimi anni ha ritrovato un numero di presenze significative. Occorre individuare iniziative collaterali di sostegno (es: la mostra dei prodotti alimentari di Piazza Garibaldi ...) e rilanciare su una sua maggiore qualificazione degli espositori, sul maggiore coinvolgimento di espositori del comprensorio e in interventi innovativi che puntino maggiormente la visione del sistema imprenditoriale amiatino.
AMBIENTE E GOVERNO DEL TERRITORIO
Gli indici di dotazione infrastrutturale della provincia di Grosseto ci parlano di un territorio ancora sottodimensionato rispetto al resto del Centro Italia. A questa carenza corrisponde una grande ricchezza in termini di risorse ambientali e paesaggistiche. La provincia di Grosseto è da molti anni caratterizzata dalla convivenza di questi due caratteri apparentemente poco conciliabili: scarse infrastrutture e mancata industrializzazione da una parte, pregio ambientale e paesaggistico dall'altra.
Si tratta di una situazione che oggi, nell'età postindustriale, è possibile affrontare con strumenti diversi e con conoscenze più adeguate.
È anche possibile, oggi, grazie al sistema di governance che vede maggiormente impegnati gli enti locali anche in materia ambientale in tutte le sue declinazioni (tutela dei corpi idrici, gestione dei rifiuti e del verde pubblico, gestione delle risorse energetiche ecc.), concertare a livello locale i modelli di sviluppo sostenibile.
Le questioni ambientali più urgenti (come ad esempio lo smaltimento dei rifiuti, l'adeguamento della rete dei trasporti, l'assetto idrogeologico e la manutenzione del territorio, lo sfruttamento delle risorse energetiche naturali, lo sviluppo rurale e il ruolo degli imprenditori agricoli), hanno bisogno di risposte complesse e articolate, che comportano una grande capacità di programmazione del governo del territorio provinciale visto nel suo insieme.
Dobbiamo considerare in modo più aperto il concetto di paesaggio e le sue modificazioni rifiutando logiche statiche e solo conservative, organizzando condizioni favorevoli alle finalità produttive di chi investe e ostacolando la pressione speculativa che in questi anni ha caratterizzato alcuni governi locali soprattutto della costa.
La presenza della risorsa acqua è la condizione preliminare a qualsiasi sviluppo possibile. Oggi la questione della dotazione di acqua è ancora più importante che nel passato, si tratta di un settore che ha una importanza determinante a livello territoriale; determinante economico, in quanto le tariffe influiscono sulla competitività delle aziende locali; determinante per il sistema ambientale perché occorrono investimenti di tale portata da non poter essere affrontati in piccola scala; determinante nel sostenere le politiche di sviluppo agricolo, turistico e industriale.
Per questo interventi che uniscano il completamento degli impianti di depurazione, al riuso delle acque depurate ai fini industriali e agricoli diventano interventi fondamentali per assicurare lo sviluppo del territorio e per garantire la salvaguardia delle risorse idriche del Monte Amiata.
Il Piano di Indirizzo Energetico Regionale (PIER) ha come obiettivo prioritario quello di rendere disponibile una energia pulita e a costi competitivi che non penalizzino la Toscana rispetto alle altre regioni europee. In conseguenza anche alle misure da prendere per contrastare i cambiamenti climatici, la Regione Toscana punta a un deciso sviluppo delle rinnovabili: l'eolico, il solare (termico e fotovoltaico), le biomasse (agricole e forestali). Per quanto riguarda la geotermia, per l'Amiata il PIER, a fronte di uno sviluppo che interessa prevalentemente la zona ed. tradizionale, si pone come obiettivo di renderla compatibile con le peculiarità e le risorse ambientali del nostro territorio (salvaguardia dell'Acquifero, pregressa attività mineraria...), viste anche le specificità del fluido geotermico amiatino, rispetto a quello dell'area geotermica tradizionale. Il piano industriale dell'Enel prevede di realizzare una nuova centrale geotermica nel Comune di Santa Fiora. Questo progetto, che verrà sottoposto a VIA regionale, sarà subordinato ai risultati degli studi ambientali e sanitari realizzati e in corso di realizzazione da parte della Regione, unitamente agli altri impegni (tra cui, per es. l'Osservatorio ambientale e il bilancio idrogeologico dell'Amiata) sottoscritti con il protocollo, firmato nel dicembre 2007 dagli enti locali e dalla stessa Regione con Enel, a cui viene data attuazione con l'Accordo siglato nell'aprile scorso.
L'ente proprio per dare alcune risposte, andando verso il pacchetto clima 20.20.20, ha presentato alla Regione Toscana un progetto, finanziato, per l'impianto di climatizzazione dell'ente con una caldaia alimentata a biomasse forestali. Inoltre sta per iniziare il progetto per la Comunità Montana e i comuni dei GGP (acquisti verdi) e ci è stato finanziato dalla provincia l'estensione del progetto composter per le famiglie private. Necessita sul settore un serrato confronto,la conferenza dei Sindaci deve elaborare un piano complessivo di indicazioni dove poter individuare sul territorio ipotesi di sviluppo di questo settore.
L'Amiata è uno dei territori più interessanti e ricchi dal punto di vista ambientale dell'intera regione. L'ambiente deve divenire sempre più occasione di sviluppo per il territorio.
Occorre mettere a sistema le sei riserve naturali provinciali (Monte Penna, Monte Labbro, Poggio all'Olmo, Rocconi, Pescinello, SS. Trinità), l'Oasi WWF di Rocconi, il Parco Faunistico del Monte Amiata,. Deve realizzarsi compiutamente il Sistema Provinciale delle Aree Protette, in una integrazione con il Parco Regionale della Maremma. Nel medio periodo, va valutata la possibilità di richiedere alla Regione Toscana la modifica della propria legge sulle aree protette (L. R. 49/95), prevedendo la gestione da parte delle comunità montane di quelle riserve che ricadono nel loro territorio come richiesto dall'UNCEM.
Oltre alla realizzazione del Sistema delle Riserve Naturali, la Comunità Montana e la Provincia dì Grosseto si devono attivare per rendere maggiormente operativo il Parco Museo delle Miniere dell'Armata, individuando obiettivi condivisi anche dall'Amiata Senese, per sbloccare le risorse disponibili e focalizzarle su progetti perseguibili.
In questi anni la Comunità Montana si è occupata anche di salvaguardia e valorizzazione di speci protette con il progetto LIFE suddiviso in tre trance finanziate dalla Comunità Europea per un importo complessivo di alcuni milioni di euro di cui due trance già realizzate. Il terzo progetto LIFE che dovrà essere realizzato nei prossimi anni, riguarderà la protezione ed il coinvolgimento di ulteriori SIC, oltre a quello "Monte Labbro e Alta Valle dell'Albegna" oggetto dei progetti precedenti.
I progetti LIFE hanno coinvolto il CERM (Centro Rapaci Minacciati), che ospita capovaccai destinati alla riproduzione e i nibbi reali reintrodotti nella zona, situato in località Posticce del Comune di Semproniano.
Inoltre è in via di predisposizione, un'altro progetto Transfrontaliero "Marittimo", per la conservazione della biodiversità, con scambio di esperienze tra il comune di Belgodere (Corsica) e la nostra Comunità Montana.
Il progetto prevede interventi di diffusione , di conoscenze e di esperienze della biodiversità nelle scuole e nella popolazione , con una ricaduta diretta nell’ecomia sostenibile locale.
La viabilità forestale e rurale rappresenta per il territorio amiatino una infrastruttura di fondamentale importanza, visto l'elevato grado di dispersione abitativa nell'area. La natura fortemente rurale della zona, le numerose attività forestali (taglio del bosco e castanicoltura) e la presenza di un numero elevato di case sparse, soprattutto poderi ed aziende agricole, rende questa maglia viaria fondamentale per la vivibilità. Il miglioramento e il mantenimento della viabilità va perseguito con un'intesa fra Comuni, Comunità Montana e Provincia, che porti alla realizzazione di un piano operativo di intervento che coinvolga anche i Consorzi Comunali delle Strade Vicinali e i Consorzi di Bonifica. I nuovi fondi derivanti dalla modifica della PAC porteranno nuove risorse entro il 2009 da poter spendere proprio in questo settore strategico.
La Comunità Montana interviene sulla viabilità forestale e rurale con gli occupati nei cantieri forestali che oggi sono 35, dei quali 5 non sono ricompresi nei trasferimenti regionali e sono quindi a totale carico dell'ente.
La Regione trasferisce alla Comunità Montana circa € 21.000,00 per addetto, mentre il costo reale per ogni lavoratore si aggira su € 26.000,00. Le risorse trasferite dalla regione ogni anno si esauriscono entro il mese di novembre.
Non è certo facile, con questa precarietà, praticare seriamente attività forestali e di sistemazione idrogeologica. Inoltre gli addetti forestali hanno ormai una età media intorno a 55 anni, (ad esempio solo 20 hanno l'abilitazione AIB) e molti hanno prescrizioni mediche che limitano fortemente l'applicazione funzionale al tipo di lavoro forestale (esempio utilizzazione di motoseghe per non più di 1 ora al giorno, non poter sollevare pesi maggiori di 5 o 10 Kg). Deve essere valutata quindi la creazione di percorsi individuali che facilitino l'accesso alla pensione per coloro che non possono svolgere le attività normali della forestazione ed aprire , conseguentemente, occasioni per nuove assunzioni.
Vorremmo aprire con la Regione Toscana un tavolo di discussione per arrivare al superamento della figura dell'operaio forestale, trasformandolo in operaio di presidio del territorio montano. Questo consentirà di avere un operaio più rispondente a tutte le effettive esigenze del territorio, che non si esauriscono solo nel campo forestale, ma che spaziano nel campo culturale, ambientale, ricreativo e dei servizi essenziali alla popolazione. La trasformazione dell'operaio forestale in operaio di presidio montano, eliminerebbe la problematica dell'utilizzo dei fondi della forestazione legati alla L.R. 39/2000 per la sistemazione della viabilità rurale. Va inoltre affrontata, con la Regione Toscana, la problematica della così detta "Forestazione Sociale" (sia per gli operai in amministrazione diretta sia per la cooperazione forestale), che non può essere efficiente e competitiva.
La forestazione rappresenta oggi sull'Amiata un settore lavorativo molto importante. Soprattutto nell'imprenditoria privata negli ultimi anni c'è stato un notevole incremento dell'attività lavorativa con ricadute occupazionali molto significative. Il movimento cooperativo che per anni è stato un elemento portante della nostra economia non ha oggi più l'importanza di un tempo, ma ancora oggi è un patrimonio che va salvaguardato e stimolato nella crescita.
La Protezione Civile è un settore essenziale e prioritario per i comuni. E' partita da alcuni anni una sperimentazione per un coordinamento di area, che necessita ancora di aggiustamenti e di un maggiore coesione con Provincia di Grosseto e Regione Toscana.
Il miglioramento dei livelli di mobilità delle persone e delle merci attraverso il potenziamento, l'interconnessione e l'accessibilità della rete delle infrastrutture e un obiettivo generale. Il Progetto relativo al collegamento ferroviario ad alta velocità tra Firenze e Bologna è una delle priorità della Regione Toscana. Prioritari per la Regione Toscana e la Provincia di Grosseto sono anche gli interventi per il completamento della Due Mari (Grosseto - Fano), la realizzazione del Corridoio Tirrenico ed II miglioramento delle trasversali interne alla provincia. In particolare il nostro territorio è fortemente interessato alla Grosseto - Fano che costituisce un'importante arteria trasversale di collegamento dei versanti tirrenico ed adriatico. Essendo dotata di caratteristiche di collegamento rapido, offre una valida alternativa di percorso veloce agli utenti di importanti assi viari e permette l'interconnessione tra varie arterie longitudinali quali la SS 1 "Aurelia", la A1 Milano - Napoli. Relativamente al Collegamento Grosseto - Fano (E 78), per il tratto Grosseto Siena, all'interno dei programmi pluriennali ANAS, sono stati finanziati già alcuni. Prioritario rimane il completamento di tutto il tracciato della Siena -Grosseto. Nel contesto evolutivo rappresentato dalle politiche regionali e provinciali di potenziare la mobilità della Provincia di Grosseto, nella direttrice Nord - Sud sul corridoio Tirrenico e nella direttrice Ovest - Est sulla Grosseto - Fano, prioritario diventa per l'Amiata il raccordo con la Grosseto - Fano mediante la Strada Provinciale del Cipressino. Pertanto la Provincia di Grosseto, nel suo programma di governo si è impegnata ad inserire come prioritaria, la progettazione ed il finanziamento di interventi sostanziali sulla tratta Santa Fiora Paganico con il raddoppio della Strada Provinciale del Cipressino, dalla interconnessione alla Grosseto - Fano in località Paganico, almeno fino alla frazione di Montenero nel Comune di Casteldelpiano.
Il trasporto pubblico locale deve essere costantemente monitorato dalla Conferenza dei Sindaci, gli scenari che si potrebbero prefigurare portano ad una possibile riduzione del servizio, la società R.A.M.A. sta da tempo valutando un nuovo piano operativo; l'arrivo del socio privato non credo che dia sicurezze a tutto ciò.
I LAVORI E LO SVILUPPO ECONOMICO
Oggi, per effetto della crisi globale, la crescita continua degli ultimi anni del PIL pro-capite (con un tasso di crescita superiore a quello provinciale) e la riduzione progressiva del tasso di disoccupazione, potrebbero avere un inversione di tendenza, soprattutto se non si interviene con alcune misure anti-crisi.
I territori più a rischio potrebbero essere proprio quelli dove la crescita è stata più debole: Seggiano ad esempio è l'unico comune della Provincia di Grosseto al di sotto dei 1000 abitanti; Castell'Azzara ha problemi di isolamento e di sviluppo complessi e insieme a Semproniano ha il più alto indice di vecchiaia della provincia di Grosseto; Roccalbegna presenta una densità abitativa bassissima (9 abitanti/Kmq). Per i comuni di Seggiano e Castell'Azzara sono stati definiti specifici patti fra Comuni, Comunità Montana e Provincia di Grosseto che hanno portato alla realizzazione di alcuni progetti e avviato un percorso di lavoro con la Provincia di Grosseto. Occorre rilanciare un'iniziativa mirata al completamento delle attività previste nei due protocolli.
Lo sviluppo dell'Amiata non può passare solo per l'agricoltura di qualità ed il turismo rurale, che rappresentano oggi settori importanti ma non sufficienti a dare uno sviluppo duraturo ai nostri territori. Necessita quindi consolidare anche i settori dell'artigianato e della piccola e media industria, il settore cooperativo e sviluppare nuove competenze e nuovi comparti, quali le nuove tecnologie, le energie rinnovabili, le integrazioni fra settori. Pur tenendo presente che siamo in un'economia aperta e globalizzata, va tentata la diversificazione delle produzioni agricole, artigianali e industriali, favorendone il progresso tecnologico, l'innovazione e la salvaguardia ambientale.
Per quel che riguarda l'offerta di lavoro, va sottolineato che la popolazione immigrata costituisce ormai una risorsa cruciale per alcuni comuni del nostro comprensorio dal punto di vista demografico, del lavoro, della dinamicità che tale presenza produce sulla società (fonte: IRPET). Tuttavia, nonostante il calo di posti di lavoro nel settore rurale si sottolinea la difficoltà nel soddisfare la domanda di lavoro nelle imprese agricole, a dimostrazione della necessità di insistere nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo economico rurale avviata col progetto del Distretto Rurale d'Europa.
Sul fronte delle imprese gli studi segnalano una scarsa relazionalità imprenditoriale e una bassa produttività del lavoro, legata anche alle carenze infrastrutturali. Tra i settori emergenti sta assumendo importanza a livello locale e provinciale il settore energetico, sul quale esistono importanti studi che sostengono la fattibilità dello sviluppo della provincia di Grosseto basato su micro-filiere energetiche e sullo sfruttamento sistematico delle energie rinnovabili (solare, geotermia, eolico e biomasse) oltre che sulla valorizzazione del rifiuto utile. È possibile - ferma restando la necessità di definire criteri e strumenti di controllo - attrarre imprese di settore e sviluppare sul territorio una filiera di eccellenza capace di creare posti di lavoro e di incrementare la capacità di attrarre investimenti e sviluppare ricerca.
Il turismo - che da solo costituisce il 18% del PIL della nostra provincia - se osservato nella sua complessità e articolazione sul territorio e se si tiene conto dell'interdipendenza con gli altri settori, può diventare l'ambito prioritario intorno al quale costruire le politiche pubbliche per lo sviluppo del territorio, al fine di creare le condizioni - attraverso servizi innovativi e capaci di fare rete - per la creazione di una vera e propria industria del turismo capace di competere a livello nazionale e internazionale.
Nel 2008 la Strada del Vino Montecucco e dei Sapori dell'Amiata ha iniziato la gestione dell'ufficio "Amiata Grossetano" dell'APT Maremma, con personale proprio (essendo entrata a far parte dell'ATI provinciale "Obiettivo Maremma - Amiata", che si è aggiudicata la gara per la gestione di tutti i punti di informazione turistica della Provincia di Grosseto). La Strada dei Sapori, rispetto alla Strada del Vino, ha ampliato il proprio territorio di competenza agli otto comuni dell'Amiata Grossetano e si sta organizzando per divenire lo strumento di coordinamento delle varie associazioni e consorzi di prodotto (agricoli, turistici ed artigianali); un network pubblico - privato che punta alla valorizzazione e promozione territoriale mettendo a sistema i punti di eccellenza del territorio. E' in previsione un coordinamento fra le tre strade della Provincia di Grosseto (federazione provinciale).
Si ritiene fondamentale una riflessione sul ruolo che questa associazione dovrà assumere nella strategia di sviluppo del territorio amiatino. Sarà necessario potenziarla e renderla autonoma dotandola di maggiori poteri in modo che possa diventare lo strumento di valorizzazione del territorio, delle sue produzioni tipiche, ma anche delle risorse culturali storiche e ambientali, facendo una azione di promozione e coordinamento del Sistema Amiata.
La valorizzazione dell'ambiente va strettamente interconnessa con quella delle risorse agro-alimentari, delle tradizioni dei monumenti, della storia del nostro territorio (Sistema Museale dell'Amiata), della cultura (Giardino di Spoerri) e non ultimo del turismo della neve. Occorre mettere a sistema anche le riserve naturali (Monte Penna, Monte Labbro, Poggio all'Olmo, Rocconi, Pescinello, SS. Trinità), il Parco Museo delle Miniere dell'Amiata, la parte alta del Monte Amiata (che è una riserva a prescindere), il Parco Faunistico del Monte Amiata, il Parco Artistico naturale della Val d'Orcia, l'Oasi WWF di Rocconi, il CERM (centro recupero rapaci Minacciati) , CRASM (Centro Recupero Animali Selvatici della Maremma), Il CRASE (Centro Recupero Animali Selvatici Esotici), i numerosi SIC (Siti di Interesse Comunitario), SIR, (Siti di Interesse Regionale), ZPS (Zona di Protezione Speciale) utilizzando anche la rete multimediale provinciale che già collega le Riserve del Farma -Merse, del Monte Labbro e della Diaccia Botrona.
La sfida richiede la piena operatività dell'ufficio turistico amiatino dell'APT Maremma. Questo deve promuovere le attività d'interesse turistico del territorio e facilitare l'integrazione dell'offerta turistica dell'Amiata con quella della Maremma. L'obiettivo è cogliere le opportunità che derivano dall'esserci inseriti in un organismo che opera in un mercato turistico più ampio e articolato rispetto a quello dell' ex APT Amiata.
Il Turismo può diventare un valore aggiunto per il nostro territorio, non solo per le potenzialità ancora inespresse, ma, soprattutto perchè la sua trasversalità può consentire di mettere in rete le risorse ambientali e culturali esistenti, determinando così le condizioni per la nascita di nuova occupazione in questo settore., Per questo occorre sviluppare un "sistema turistico integrato" attraverso la promozione dell'esistente e la realizzazione di strutture di servizio diffuse in grado di ampliare l'offerta, sia in termini di qualità ,che di durata complessiva del soggiorno. La Provincia di Grosseto è al terzo posto in Toscana, dopo quella di Firenze e Siena per numero di arrivi e presenze turistiche. Ma gli ultimi dati danno un calo di presenze, che sull’Amiata Grossetana è ancora più significativo rispetto alla media provinciale La creazione di un'offerta turistica provinciale, guardando con attenzione al collegamento con l'area senese amiatina, è la giusta strada per una promozione turistica efficace.
E' in avanzata fase di realizzazione l'accordo fra le due comunità montane dell'Armata e la Regione Toscana per lo sviluppo della parte alta della montagna, finalizzato al potenziamento della stagione turistica invernale e all'adeguamento della sentieristica alla RET (Rete Escursionistica Toscana). Per queste due azioni la Regione ha stanziato 2.000.000,00 di Euro complessivamente di contributo al 60%. Per l'utilizzo di tali fondi dovrà essere realizzato un piano integrato, anche con la partecipazione dei privati.
La proposta che ci sentiamo di fare come Comunità Montana è quella di costituire insieme alla CM dell'Amiata Val d'Orcia un tavolo istituzionale dove tutti i Comuni del comprensorio inizino nuovamente a parlare di montagna; non è possibile che solo i tre comuni che hanno sulla loro area piste sciabili si confrontino sul tema. Particolare attenzione vi è anche verso i turismi tematici: la Via Francigena, con l'inserimento dell'Amiata ed in particolar modo della Sforzesca all'interno del progetto cui la Regione Toscana è capofila, ed il turismo termale (Terme di Bagnore, Terme di Semproniano e Terme di Seggiano).
La chiave di lettura della "ruralità" come elemento predominante del territorio ci consente, infine, di ragionare in termini di intersettorialità e di integrare e legare tra di loro turismo, artigianato, agricoltura ed alcune attività industriali e manifatturiere. Punti d'interesse culturale, paesaggistico e naturalistico, industria e attività di lavorazione e trasformazione di prodotti alimentari, produzioni agroalimentari di qualità, servizi di accoglienza turistica, attività commerciali sono ad esempio ambiti di attività economica che hanno fra loro dinamiche di scambio evidenti, delle quali occorre tenere conto in sede di programmazione economica e urbanistica.
Della ruralità come elemento caratterizzante del territorio, inoltre, fa parte a tutti gli effetti il valore aggiunto del paesaggio, che costituisce elemento identitario e fattore di competitività.
Il boom produttivo di viticoltura, olivicoltura e agriturismo verificatosi negli ultimi anni non potrà protrarsi all'infinito, e pertanto occorre prospettare nuove traiettorie di sviluppo che abbiano nella "ruralità" un tratto distintivo. A questo proposito vanno introdotti elementi di innovazione che facciano perno sullo sviluppo dell'industria di trasformazione delle materie prime agricole, sull'individuazione di aree vocate alla produzione energetica da fonti rinnovabili, sulla creazione di servizi e prodotti turistici ecosostenibili, sulla dotazione di infrastrutture trasportistiche, logistiche e a servizio dell'agricoltura, come gli invasi irrigui.
È bene inoltre che si continui nell'opera di orientamento verso la qualità delle produzioni cercando di legare la tradizione all'innovazione, introducendo ricerca e sviluppo e nuovi canali di commercializzazione (filiera corta). Gli enti locali sono i garanti della sostenibilità sociale, ambientale ed economica dello sviluppo.
La crisi giunge in un momento di massimo sviluppo del settore, di cui tutti i comuni stanno beneficiando, anche se in maniera diversa. Grazie al PSR 2000-2006 le aziende del comprensorio sono cresciute, si sono ammodernate e molte oggi sono competitive. E' bene ricordarlo, la Comunità Montana Amiata Grossetano è l'ente delegato fra i 30 che gestiscono la delega agricola, che ha ottenuto la migliore performance di spesa (141%). Il nuovo PSR 2007-2013 è ormai alla seconda annualità dei bandi e si sta avviando verso la terza. Il nostro ente, a differenza di altri, continua ad avere tante domande di investimento e il budget è insufficiente a coprire la richiesta. Nel nuovo PSR 2007-2013 è importante soprattutto in un'ottica di filiera, l'innovazione delle imprese, attraverso le nuove tecnologie e la diversificazione attraverso le energie rinnovabili (biomasse, fotovoltaico, eolico ecc.) e l'agricoltura sociale. Riguardo l'Agricoltura Sociale, si è recentemente costituito un tavolo provinciale dove la Comunità Montana insieme alla Strada dei sapori è capofila. Purtroppo forti ritardi nella predisposizione delle procedure di attuazione e nelle linee guida dei bandi da parte della Regione Toscana non hanno consentito la partenza del l'asse IV del PSR (LEADER) gestito dal GAL Far Maremma. L'Amiata è l'unica zona della provincia che ha conosciuto tutte e tre le passate programmazioni Leader (Leader I con il Gal Amiata, Leader II con II Gal Amiata e il GAL Maremma e Leader + con il GAL Far Maremma). Anche nella nuova programmazione 2007-2013, l'Amiata è stata individuata a livello regionale prioritariamente come zona Leader.
Le attuali modalità di accesso ai finanziamenti hanno determinato una disparità fra i vari territori, sarà compito della nuova Amministrazione, insieme all'UNCEM, aprire un tavolo con la Regione Toscana per modificare il documento programmatico del Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013 finalizzato a garantire pari condizioni di accesso alle misure di sostegno per tutte le aziende dei territori delle Comunità Montane Toscane. A tal proposito è necessario che la conferenza dei sindaci adotti un atto per impegnare la Regione Toscana a modificare da subito i prossimi bandi di assegnazione delle risorse e selezione dei beneficiari. Importanti strumenti per lo sviluppo dell'agricoltura e del turismo sono rappresentati dalle certificazioni ambientali, di provenienza e dai marchi dì qualità. L'Amiata dopo l'ottenimento della Certificazione Ambientale ISO 14001 per gli enti: Comunità Montana Amiata Grossetano ed i Comuni di Arcidosso, Castell'Azzara, Castel del Piano, Cinigiano, Santa Fiora e Seggiano, sta lavorando per certificare anche i Comuni di Roccalbegna e Semproniano; la Comunità Montana Amiata Grossetano dovrebbe ricevere la registrazione Emas nella tarda primavera. Lo sviluppo rurale sostenibile e della qualità è stato perseguito soprattutto con l'adozione di una politica sui marchi comunitari DOP, IGP e DOC applicati ai prodotti agro-alimentari tipici per la loro valorizzazione.
Più precisamente abbiamo:
- DOC Vino MONTECUCCO (riconosciuta)
- DOCG Vino MONTECUCCO (presentata)
- IGP Castagna del MONTE AMIATA (riconosciuta)
- DOP Olio Extravergine di Oliva SEGGIANO (in corso di riconoscimento dalla UE)
- IGP Fungo del MONTE AMIATA (in corso di presentazione in Regione Toscana)
- IGP Biscotto Salato di ROCCALBEGNA (in corso di studio)
La Comunità Montana, insieme a Provincia e Comuni, ha inoltre lavorato per la costituzione e la strutturazione di associazioni ed enti di tutela quali:
- Associazione Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d'Amiata
- Consorzio di Tutela del Vino Montecucco DOC
- Consorzio di Tutela dell'Olio Extravergine di Oliva Seggiano DOP
- Consorzio di Tutela del Fungo del Monte Amìata IGP
- Associazione per la Valorizzazione della Castagna del Monte Amiata IGP
- GenomAmiata
La Comunità montana sta lavorando per la valorizzazione delle seguenti associazioni:
- l'Associazione Tartufai dell'Armata,
- l'Associazione Arborea,
- l'Associazione Crocus Maremma
e aiutando la costituzione del Comitato Promotore del Biscotto Salato di Roccalbegna IGP.
E'iniziato inoltre un lavoro scientifico con alcuni enti universitari, assieme alla provincia di Grosseto e Genomamiata per il recupero di due razze scomparse:
- Macchiarla Maremmana (Maiale Nero)
- Pecora dell'Armata e delle Crete Senesi
Il Consorzio Forestale dell'Amiata, congiuntamente alla Comunità Montana, ha lavorato per l'ottenimento della Certificazione Forestale Pan Europea PEFC, la prima certificazione italiana sulla gestione sostenibile dei boschi pubblici. E' in corso di realizzazione la catena di custodia circa i prodotti legnosi PEFC, con il coinvolgimento delle imprese boschive, delle segherie e dei mobilifici. Le certificazioni e i marchi danno un punteggio aggiuntivo ad aziende ed enti in particolare all'interno del nuovo PSR e del POR Creo. Pertanto occorre continuare con determinazione nel percorso intrapreso anche negli anni a venire, cercando di strutturare il più possibile le associazioni di prodotto e le loro filiere. In un contesto di governace delle iniziative promozionali delle produzioni tipiche. In questo contesto, tenendo conto delle dinamiche globali e locali, è necessario che la politica tenti di abbattere i limiti strutturali della nostra economia: la chiusura e la dimensione aziendale. È necessario puntare a uno sviluppo integrato, dunque, e avere un sistema di imprese pronto a competere nei mercati fuori dal recinto, in grado di consolidarsi, di crescere, di internazionalizzarsi e di aprirsi al capitale esterno.
SERVIZI SOCIALI
Sono mutati i bisogni assistenziali della popolazione e stanno emergendo nuove sfide legate ai flussi migratori, alla frammentazione delle reti familiari, alla discontinuità dei cicli di vita, alla precarietà del lavoro, con parallela crescita di forme di impiego flessibili e atipiche.
L'innalzamento della vita media ha determinato un aumento delle patologie cronico degenerative collegate spesso alla disabilità, generando nelle famiglie un alto bisogno assistenziale non sempre adeguatamente sostenuto da politiche di protezione. Gli indicatori di salute confermano una significativa associazione tra peggiori condizioni di salute e situazioni di svantaggio sociale ed economico, rendendo il tema dell'equità una questione ancora attuale e talvolta non sufficientemente analizzata, non tanto nell'universalità dell'offerta, quanto nella disparità nell'accesso e/o nell'utilizzo. I recenti rapporti su salute e benessere sociale, occupazione ed immigrazione, così come su salute e qualità dell'ambiente, confermano la necessità di puntare ad una svolta delle politiche pubbliche basata sull'integrazione e sulla intersettorialità degli interventi, su forme di "coordinamento aperto", capaci di governare le grandi trasformazioni in atto con modelli di sviluppo sostenibili e qualificati.
I dati di mortalità evidenziano come le malattie croniche siano la principale causa di morte in Toscana, come in Italia e in Europa. Risultato dovuto sì alla "transizione demografica", cioè all'invecchiamento della popolazione, ma anche ad altri elementi, quali la maggior capacità di cura (ad es. in campo oncologico, neurologico, cardiologico, infettivologico) e la tempestività con cui vengono portati i soccorsi sanitari, così da trasformare in croniche, patologie prima destinate a provocare la morte. Ne deriva la necessità di adeguare i sistemi sociosanitari verso una organizzazione in grado non solo di curare il bisogno acuto, ma soprattutto di prevenire la cronicità.
È importante inoltre prendere in considerazione, in una Regione avanzata come la Toscana, il fatto che i cittadini hanno un rapporto paritario con il sistema della sanità, al quale formulano richieste specifiche e dal quale pretendono risposte chiare, che comportano una costante revisione e ricostruzione del rapporto medico-paziente. Ciò fa sì che il sistema debba impegnarsi a governare la domanda di prestazioni sanitarie. Occorre porsi il problema dell'accesso ai servizi della loro appropriatezza e adeguatezza (razionalizzazione delle reti dei servizi), dell'integrazione delle politiche pubbliche.
In questa direzione di spostamento del sistema sanitario verso i territori e verso i pazienti, e di integrazione tra settore sanitario e settore sociale, la Regione Toscana ha sperimentato anche in provincia di Grosseto le "Società della Salute", un nuovo modello gestionale del sistema sanitario integrato con quello socio assistenziale, mediante la costituzione di un consorzio tra Comuni e Azienda Sanitaria.
L'integrazione tra politiche sociali e politiche sanitarie, la territorialità dei servizi, il rapporto tra azienda sanitaria, gli enti locali e il privato sociale in vista della creazione di un sistema integrato, l'interazione tra paziente e medico di base, la formazione del personale, l'investimento nella ricerca; la promozione della salute: sono queste le sfide a cui la Toscana sta facendo fronte in questi anni attraverso gli strumenti individuati.
II territorio dell'Amiata Grossetano ha un'area di Kmq 706,35 pari al 16% del territorio provinciale. La densità abitativa è di 27 abitanti/Kmq rispetto ai 48 abitanti/Kmq di quella provinciale e con una percentuale non trascurabile (48%) della popolazione che abita nelle frazioni, nelle borgate rurali, in case sparse e poderi. La percentuale della popolazione anziana (>65 anni) ha un incidenza pari al 32,38%, contro una media provinciale del 25%; alta è anche l'incidenza di residenti comunitari e extracomunitari che pongono problematiche di integrazione sociale che non possono essere disattese.
In questo contesto la Comunità Montana dovrà affrontare il trasferimento delle deleghe sul sociale alla Società della Salute che in un ottica di semplificazione per il cittadino e di efficienza operativa dovrà garantire il funzionamento del sistema dei servizi socio assistenziali nel territorio. L'elevato numero di persone anziane deve indirizzare una serie di azioni riguardo a questo settore; la Regione Toscana si è attivata negli ultimi anni con politiche mirate all'anziano fragile; noi dobbiamo lavorare per attivare risorse economiche che servono alle gestione delle numerose strutture che abbiamo costruito negli anni sul nostro territorio non disdegnano ulteriori investimenti che si possono fare nel settore. A partire dall'Ospedale dì Casteldelpiano che è strategico sia nel contesto comprensoriale dell'assistenza sia nel contesto provinciale della sanità grossetana, come presidio di un territorio montano con le caratteristiche sopra descritte ma centrale nella politica di erogazione dei servizi sanitari a tutti i cittadini del territorio dell'Amiata Grossetano.
POLITICHE PER LA FAMIGLIA
Il sistema di welfare italiano non si è adeguato alle trasformazioni che hanno investito la nostra società negli ultimi decenni. La spesa sociale è infatti composta principalmente da trasferimenti di reddito agli individui (e quindi indirettamente alle famiglie), rappresentati essenzialmente dalle pensioni.
Relativamente meno sviluppati sono invece i servizi (pubblici o finanziati con risorse pubbliche) alle persone e alle famiglie. Ora il sistema sta rivelando un crescente affaticamento per la convergenza di vari fattori:
- aumento della popolazione anziana, specialmente degli ultraottantenni, e di conseguenza della popolazione con problemi di autosufficienza;
- aumento della partecipazione delle donne al lavoro extradomestico, che si somma con i compiti domestici e di cura;
- crescente fragilità delle unioni familiari, con conseguente aumento delle famiglie mono-genitoriali e in modo particolare delle madri sole con figli minori (in vari paesi avanzati rappresentano un segmento crescente della popolazione povera);
- aumento della popolazione con carriere lavorative discontinue e frammentarie, con problemi futuri di versamenti contributivi e possibili carenze di reddito.
I mutamenti nella struttura familiare a livello nazionale e locale agiscono in più direzioni e hanno conseguenze significative sul tessuto sociale. Incidono sul disagio giovanile e quindi, a cascata, sui livelli di istruzione e di conoscenza, sui costi sociosanitari e sulla sicurezza; sui flussi demografici, sul ripopolamento delle aree marginali e quindi sulla dislocazione dei servizi; sulla qualità del lavoro, poiché senza i servizi per l'infanzia, per le donne - in media più istruite degli uomini -diminuirebbero le possibilità di accesso alle professioni; sul sistema locale del welfare, poiché la diminuzione della rete di protezione familiare aumenta la dipendenza dai servizi pubblici.
Si rende dunque indispensabile un'attenzione alle politiche per le famiglie trasversale ai vari settori - dalla sanità allo sviluppo economico e all'accesso al credito, dall'istruzione alla sicurezza e alla legalità - e capace di incidere sulla qualità della vita, andando ad aumentare le possibilità di accesso alla casa e ai servizi.
Mentre il governo nazionale taglia le risorse per le politiche sociali, occorre comunque trovare soluzioni innovative in grado di rispondere almeno alle principali emergenze: sostegno alla genitorialità, animazione socioculturale per le fasce adolescenziali e integrazione delle seconde generazioni immigrate rappresentano obiettivi concreti da perseguire a livello nazionale e locale.
In un momento di grave crisi economica anziché operare tagli ai servizi e promuovere a livello nazionale una cultura della paura e della sfiducia, occorre scommettere su nuove politiche sociali capaci di dare maggiore rilievo ai servizi rispetto alle erogazioni monetarie e di contribuire all'empowerment dei cittadini, incrementando la loro autonomia e la loro capacità progettuale e di scelta.
I SERVIZI PUBBLICI
Molti sono i cambiamenti intervenuti nella Pubblica Amministrazione negli ultimi anni. Si tratta di modifiche strutturali e procedurali, legate alla devoluzione dei poteri e all'innovazione tecnologica, che hanno inciso sul rapporto tra cittadini e servizio pubblico. Si tratta anche di modifiche culturali, dovute a cambiamenti intervenuti nella percezione dei servizi pubblici da parte dei cittadini, che si trovano a dover interagire con molte amministrazioni, molte aziende, molti "poteri", e in definitiva con molte persone che coprono ruoli e hanno funzioni non sempre chiare agli amministrati. Si consideri tuttavia che gli amministratori locali operano in assenza di un quadro normativo stabile, semplice ed efficace. Una incertezza che contrasta con gli obiettivi di buona gestione, che ritarda le scelte di programmazione e, contestualmente, si riflette negativamente anche in ordine alla qualità del servizio.
L'assenza quindi di una normativa nazionale di riferimento, che peraltro ha condizionato anche il percorso di una legge regionale Toscana sui servizi pubblici locali, ha inequivocabilmente riflessi negativi sulle imprese che si trovano ad operare in un contesto legislativo non solo incerto, ma anche, talvolta contraddittorio.
In questa situazione i cittadini hanno bisogno di sempre maggiori competenze per orientarsi nella rete dei servizi, mentre i servizi pubblici hanno bisogno di migliorare il rapporto con i cittadini e con le imprese in termini di efficienza dell'atto amministrativo, trasparenza dei procedimenti, adattamento ai bisogni ed alle richieste da parte dei cittadini ed imprese, maggiore rapidità nelle risposte fornite agli utenti.
Da queste esigenze nasce l'urgenza di interventi tesi a migliorare la qualità del lavoro, per incidere sul rapporto sempre più indispensabile e stretto tra amministratori e amministrati (ad es. formazione del personale, riorganizzazione dei servizi, gestione integrata con soggetti del privato sociale ecc.).
A questo compito si aggiunga la necessità di governare i servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporti, gas) in armonia con le politiche di sviluppo socioeconomico del territorio e dell'ambiente, in stretta relazione con gli altri attori della governance. La politica ha il compito di garantire i cittadini applicando i dovuti strumenti di controllo sulla gestione delle risorse e sui servizi. Inoltre, laddove i servizi non sono sostenibili con i soli criteri di mercato, deve essere in grado di programmare e investire in infrastrutture capaci di garantire servizi efficienti sull'intero territorio provinciale. La nostra realtà territoriale deve trovare le giuste contrapposizioni politico istituzionali per poter rappresentare al meglio le proprie esigenze, sarà compito del sottoscritto e della sua Giunta mettere in piedi percorsi che determinino tutto ciò.
Partendo da questi presupposti chiedo ai Signori Consiglieri un voto di fiducia sul programma presentato.
ARCIDOSSO 10/10/09