Consigli pratici
La Riserva naturale di Pescinello (149 ha) è collocata nell’Alta
Valle dell’Albegna, in provincia di Grosseto, tra il Monte Labbro
e l’incantevole abitato di Roccalbegna. Essa si estende sulla
sinistra idrografica del Fiume Albegna, in una zona di particolare suggestione
ed interesse naturalistico, caratterizzata da affioramenti calcarei
e prati pascoli.
L’area protetta si raggiunge dalla strada statale n. 323 nel tratto
tra Roccalbegna e Triana, imboccando una strada sterrata al cui inizio
è posto un cartello di indicazione della riserva.
La spettacolarità dell’ambiente e dei paesaggi circostanti
e la costante presenza di numerosi rapaci rendono quest’area protetta
ed i suoi dintorni mete ideali per compiere escursioni in ogni periodo
dell’anno.
Descrizione
La Riserva di Pescinello, posta tra i 650 e gli 800 metri di altitudine,
è un luogo affascinante nel quale l’asprezza di pareti
e spuntoni di calcare, nonché di grigie e suggestive pietraie,
frutto dell’accumulo di squadrati blocchi di roccia, viene addolcita
da prati sassosi pascolati dalle pecore all’ombra di roverelle,
aceri campestri, ornielli e, talora, cornioli di ragguardevoli dimensioni.
Dai versanti dell’area protetta che guardano ad ovest si scopre
un panorama davvero straordinario che corre per le verdeggianti vallate
coperte di boschi e pascoli che seguono il corso dell’Albegna,
interrotte dai pinnacoli di roccia che campeggiano nella Riserva provinciale
ed Oasi WWF Bosco di Rocconi, fino a raggiungere la costa, la Laguna
di Orbetello e l’Isola del Giglio.
L’area protetta è dominata da un’alta e scabra parete
calcarea, che delimita il vicino Poggio Prato Nanzi, nella quale si
stagliano, abbarbicati, le sagome scure dei lecci ed i grovigli verde
chiaro dell’edera. Boschi o sparpagliati esemplari di roverella,
carpino nero, orniello, acero campestre e sorbi, nonché secolari
cornioli, occupano le zone rocciose, con scarso terreno, mentre cerri,
olmi e carpini bianchi compaiono lungo le sponde dell’Albegna,
che scorre vivace nel letto di massi calcarei racchiuso, poco più
a sud, dalle imponenti pareti che formano la bella gola sovrastante
Roccalbegna.
Lungo il corso del fiume, ambiente ideale per la puzzola, si possono
osservare il variopinto martin pescatore e, nella stagione invernale,
il merlo acquaiolo, abile volatore subacqueo. Quasi ovunque sul terreno
sono disseminati appuntiti aculei bianchi e neri, tracce inequivocabili
lasciate dai numerosi istrici che vivono nella riserva.
Ai colori primaverili che vedono prevalere il giallo delle ginestre,
avvolte dai tralci invadenti della vitalba, e dei profumati cespugli
di elicriso, tra i quali affiora la scaglia toscana, si sostituiscono
in autunno il colore rosso granato degli ornielli e quello rosa acceso
dei frutti della berretta da prete.
Stagni, risorgive ed abbeveratoi accolgono tritoni punteggiati e crestati
e salamandrine dagli occhiali. Nelle acque poco profonde vive anche
un piccolo e vivace rospetto, l’ululone dal ventre giallo. In
questo ambiente basterà scrutare il cielo solo pochi attimi per
scorgere qualche rapace in volo: in primavera-estate il biancone, il
falco pecchiaiolo, il lodolaio e, tutto l’anno, la poiana, il
gheppio ed il raro falco lanario.